Facebook in ufficio: 5 dipendenti indagati a Forlì

  • Commenti (2)
  • Condividi
  • Email
  • Stampa

facebook in ufficio

Facebook in ufficio è croce e delizia dei dipendenti di tutt’Italia se non di tutto il mondo: l’ultimo caso arriva dalla provincia di Forlì dove cinque lavoratori sono stati indagati per peculato e abuso d’ufficio. Il motivo è molto semplice: dalle scrivanie del comune di Bertinoro facevano largo uso del social network di Mark Zuckerberg in un modo non strettamente collegato alla propria occupazione. Una situazione che potrebbe aver migliaia di altri casi corrispondenti e che potrebbe dunque creare un precedente pericoloso. E’ solo l’ultimo caso di incontro-scontro tra il lavoro e Facebook.

Ciò che è stato contestato ai cinque dipendenti è proprio ciò che il peculato (art. 314 del Codice Penale) condanna ossia l’appropriazione indebita di denaro oppure di un servizio di altra cosa mobile altrui. E Facebook si fruisce dal computer connesso, in questo caso, dall’ufficio del comune.

Il Comune di Bertinoro ha scoperto e accusato di peculato e di abuso d’ufficio i cinque dipendenti che hanno sfruttato il computer per usi non lavorativi. La risposta della difesa dei dipendenti si appoggia su una tutela della privacy e sull’affinità tra mansione e necessità di connettersi al web (che in Italia è diventata una vera ossessione). I precedenti favorevoli non mancano, come in questo caso.

Questo caso è una goccia nell’oceano, tantissime aziende concedono un tot di minuti per navigare a uso personale, altre invece procedono a soluzioni più drastiche, bloccando l’accesso (ma tutto si può raggirare…). Forse la soluzione più semplice – e per questo tremendamente complicata – è quella del ricorso al buon senso sia dei lavoratori sia dei superiori.

Mer 04/05/2011 da Diego Barbera in

Commenta

Ricorda i miei dati

Inviami una e-mail quando ci sono altri commenti

Pubblica commento
Rigel 4 maggio 2011 13:20
Subtract karmaAdd karma

Ma quale buon senso? Uno si fa
il cu1o per mettere da parte i soldi e fa debiti in banca per aprire un attività e poi deve litigare continuamente con dipendenti e sindacati che arrogano diritti su cose dell’altro mondo come facebook, il climatizzatore, l’auto aziendale anche lavori solo in ufficio e una mare di cavolate che con il lavoro non c’entra niente e poi ci sono delle persone che addirittura arrivano a dire al colloquio che i soldi per l’investimento non c’entrano niente ma sono una scelta di chi apre l’azienda quindi sarebbe giusto dividere il guadagno, ma che hanno nella testa?
La mia fidanzata orfana ha aperto da zero e senza aiuto statale una sua attività e si deve sentire questi soprusi, che quei dipendenti siano licenziati, restituiscano la paga da quando usano facebook e vadano in galera, noi non paghiamo le tasse e quindi i loro stipendi per farli divertire. E ve lo assicuro queste cose succedono solo in Italia, ho amici sia in Europa che in Usa e ti licenziano per molto meno. Ripeto qui non ci vuole buonsenso ma inculcare nella gente fin da piccoli che ci vuole rispetto per gli altri e di rimanere al proprio posto, lo stesso che ti sei meritato spesso non studiando e non impegnandoti al massimo.

Rispondi Segnala abuso
5 maggio 2011 14:13
Subtract karmaAdd karma

senza tante drammaticità, è sufficiente che venga bloccato l’acceso a tutti i siti del genere. l’utilità della tecnologia non è a senso unico !

Segnala abuso