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Oltre la metà dei followers (622.000 in tutto) su Twitter di Beppe Grillo è Bot ossia sono utenze fasulle generate dal computer per gonfiare i numeri e aumentare la percezione dell’autorevolezza del comico genovese online: è questa l’accusa del professore dello IULM che ha infatti stimato la percentuale di utenti fasulli attraverso gli strumenti della propria società. Con quale criterio? Veniva considerato bot un utente senza foto di profilo, indirizzo fisico, biografia, con meno di 50 post e 30 follower, doveva usare punteggiatura e hashtag. Da subito l’impalcatura dell’accusa sembrava fragile: quanti utenti veri rispettano questi punti? Più che un attacco a uno degli influencer più importanti in Italia sembra l’ennesima uscita di una persona in cerca di pubblicità gratuita e che per questo motivo non citeremo.





