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La storia di Stephen Hawking sembra scritta da uno sceneggiatore senza troppa fantasia: una delle migliori menti attualmente presenti al mondo è imprigionata in un corpo gravemente malato, sepolta gradualmente in un baratro dal quale è sempre più difficile esprimersi. Invece, purtroppo, è tutto vero. Il penultimo professore lucasiano di matematica dell’Università di Cambridge – cattedra che fu di Sir Isaac Newton – combatte da 30 anni contro l’atrofia muscolare progressiva, ormai non parla più da 30 anni e ormai sta perdendo il controllo delle dita delle mani, l’unico modo per comunicare grazie a uno speciale computer. Tuttavia, la Standford University ha ottenuto il permesso di Hawking per un esperimento tecnologico mai visto prima, che ha come obiettivo quello di “entrare” nel cervello del matematico e fisico britannico. Scopriamo il progetto iBrain.





