Il sistema GPS cinese Beidou e la vetrina dello spazio

La Cina ha lanciato la prima fase di operatività del proprio sistema di navigazione simil GPS chiamato Beidou con i primi satelliti che permettono di coprire una zona consistente del continente asiatico. La costellazione GPS ha ormai una certa età e la stessa Europa così come gli USA si stanno attrezzando per implementarla, tuttavia da sempre lo spazio ha una valenza più ancora dimostrativa che funzionale. E così il più popoloso paese al mondo si appresta a entrare nel vivo della competizione e della dimostrazione con un sistema parallelo.

Beidou significa Grande Carro e fungerà da sistema satellitare per il posizionamento globale per staccarsi dal cordone ombelicale che lega il paese asiatico al GPS americano. Uno stop a questa dipendenza che finora era l’unica possibilità a disposizione, ma che nel tempo ha conosciuto un’alternativa valida anche se estremamente dispendiosa. L’Europa sta lavorando al sistema Galileo, che diventerà presto operativo.
 
Beidou inizierà in modo graduale servendo la Cina con un sistema di localizzazione e di posizionamento (GPS significa infatti Global Positioning System) che per ora interesserà ambiti e coordinate limitate, ma che entro fine 2012 coprirà l’intera zona del Pacifico asiatico e entro il 2020 si estenderà per tutto il globo con una costellazione di 35 satelliti più verosimilmente un paio di riserva.
 
Serviranno per la raccolta di dati in tempo reale non solo per servizi legati ad esempio alla localizzazione e al posizionamento per software consumer ma anche per settori professionali dall’ambito militare alle previsioni meteo. Intanto la Cina sta lavorando anche a una propria stazione orbitante (dai un’occhiata alla nostra intervista video a Paolo Nespoli) e si parla anche di una missione verso la Luna.

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