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I big di Internet al forum e-G8 di Parigi: passerella o interventi concreti?

I big di Internet al forum e-G8 di Parigi: passerella o interventi concreti?

I big di Internet riuniti alla prima edizione del forum e-G8 di Parigi: sarà solo una passerella o si potrà assistere a interventi concreti?

da in In Evidenza, Internet, Social Media
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    e g8 2011 sarkozy

    Parigi teatro dell’edizione di debutto dell’Internet forum e-G8 che già dal nome svela la sua missione: così come il G8 riunisce le autorità dei paesi più importanti al mondo, la sua versione digitale (e-) richiama a sé le superpotenze del web per discutere del presente e soprattutto del futuro. Potremo trovare Mark Zuckerberg a rappresentanza di Facebook e dei social network, ma anche Eric Schmidt per Google e i motori di ricerca “piovra” fino a eBay con l’e-commerce con John Donahoe. Una prima edizione che ha scelto un paese “difficile” come la Francia e la sua politica dura con la rete. Servirà a qualcosa o sarà semplice passerella?

    L’e-G8 di Parigi sarà una due giorni molto intensa, soprattutto a livello di visibilità con tutta la creme di Internet radunata in Francia per parlare dell’importanza e del valore del web sull’economia globale. Tutti i massimi vertici si contrapporranno al G8, quello vero, programmato per domani e dopodomani a Deauville, sempre in Francia.

    Per l’Italia sono stati convocati il numero uno di Telecom Italia (e di GSMA), Franco Bernabè, il presidente del gruppo editoriale L’Espresso, Carlo De Benedetti e Luca Ascani di Populis. Ma tutti i riflettori saranno per Mark Zuckerberg di Facebook, Eric Schmidt recentemente defilatosi dalla guida di Google e soprattutto per il tycoon austrialiano Rubert Murdoch che col web ha un rapporto più che conflittuale.

    Si parlerà di morale e di etica sul web che ormai non riguarderà più solo il mondo dei pixel, ma che ha sempre più rapporti con quello reale, con l’economia globale che non può più prescindere da un Internet che va disciplinato. Già, ma come? E in che modo garantire una “democrazia” 2.0? Parola ai grandi, si spera.

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