Facebook: gruppo contro bambini down è stato chiuso

Il Gruppo su Facebook che inneggiava alla violenza sui bambini down è stato prontamente chiuso dalla polizia postale che nel frattempo ringrazia tutti coloro i quali hanno esposto la segnalazione del nuovo increscioso esempio di stupidità online, inoltre confermano la collaborazione con lo staff del social network   Il gruppo era quello ormai tristemente noto, […]

Pubblicato da Diego Barbera Martedì 23 febbraio 2010

Il Gruppo su Facebook che inneggiava alla violenza sui bambini down è stato prontamente chiuso dalla polizia postale che nel frattempo ringrazia tutti coloro i quali hanno esposto la segnalazione del nuovo increscioso esempio di stupidità online, inoltre confermano la collaborazione con lo staff del social network
 
Il gruppo era quello ormai tristemente noto, intitolato «Giochiamo al tiro al bersaglio con i bambini Down», che solleva per l’ennesiva volta il quesito giornalistico sul cosa raccontare e cosa no. Ci sono centinaia di gruppi idioti e inutili come questo, il parlarne pubblicamente sui media è una denuncia legittima, ma anche un’inevitabile pubblicità.

Inutile dire che il gruppo ha fatto boom di iscritti dopo l’interesse della stampa, se non se ne fosse parlato probabilmente sarebbe ancora online ora, ma allo stesso tempo non avrebbe raccolto così tanti consensi. Tant’è, quel che rimane è proprio ciò che manca: le parole, soprattutto dopo aver letto la giustificazione di molti che si sono iscritti “Per poter protestare in bacheca”. In questi casi, inutile specificarlo, più che esprimere indignazione basta segnalare il contenuto offensivo alle autorità.
 
La polizia postale per bocca del direttore Antonio Apruzzese ha spiegato come da Palo Alto siano subito scattate le operazioni di cancellazione del gruppo, visto che “Su alcuni temi anche gli americani sono particolarmente sensibili”. E’ bastato segnalare, ora però sarebbe anche utile agire contro chi il gruppo l’ha creato. Questi risponderanno senza dubbio “Era uno scherzo”, non cambia nulla, ammesso e non concesso che sia così. Sul web non vige la briglia scioltà, perché la libertà non esiste senza divieti, quantomeno morali. Si dovrebbe iniziare a punire un po’ di più gli autori e parlare un po’ meno di questi infortuni sociali; è per questo che nel nostro piccolo ne raccontiamo solo ora che la vicenda si è chiusa.