Terremoto in Giappone: i prezzi dei prodotti hi tech saliranno?

Il Terremoto in Giappone potrebbe avere gravi ripercussioni sul mondo tecnologico nipponico e soprattutto sui listini delle grandi società di stanza nel paese flagellato dal tremendo sisma e il seguente tsunami. Il settore hi tech dà lavoro a una grande percentuale degli abitanti del Giappone e la crisi energetica nonché la distruzione di diversi stabilimenti, potrà condizionare in negativo il futuro lavorativo di milioni di persone. E, di conseguenza, anche sull’intero mercato mondiale visto che l’aumento di costo dell’hardware giapponese potrebbe innescare un effetto a cascata.

Potrebbe sembrare insensibile concentrarsi sul settore tecnologico quando migliaia e migliaia di persone hanno perso la vita e milioni la casa. Ma il lavoro tiene a galla una nazione e il Giappone basa la sua economia in modo pesante sulle nuove tecnologie e i prodotti hi tech.
 
L’effetto a catena è scatenato: piccoli produttori hardware sono fermi per i motivi spiegati sopra, di conseguenza i pezzi scarseggiano, la richiesta è al contrario grande, i prezzi aumentano. I costi dei prodotti finiti inevitabilmente salgono, con ripercussioni a livello globale. I primi a tranquillizare, però, gli animi sono stati Corning che produce i display Gorilla Glass e la taiwanese Acer.
 
Toshiba sta appoggiando il governo per aiutare a risollevare il paese, servizi come Square Enix e Konami hanno sospeso i serivizi online per risparmiare energia. Vi abbiamo parlato ieri dei problemi legati alle batterie e alle memorie. Un pensiero ancora più forte va al Giappone, che sappia trasformare questo momento di difficoltà estrema in un’opportunità per ritornare più florido. L’appoggio del governo e delle grandi realtà è presente e concreto.

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