Direttamente dal Giappone – da da dove sennò? – arriva un nuovo curioso robot che si dedica alla telepresenza: in sostanza è un automa-avatar che si appollaia sulla spalla facendo le veci di un utente lontano. Non solo riproduce la voce della persona distante, ma cerca di accompagnare le parole con una gestualità a tono così da far comprendere meglio i concetti espressi. Definire come inquietante il MH-2 (questo il nome del dispositivo concettuale) è dire poco, soprattutto se visto nelle rappresentazioni grafiche dello sviluppo futuro. Già, perché se ora sembra una sorta di bambolotto metallico, presto potrebbe prendere letteralmente le sembianze di un piccolo umano con pelle, capelli, occhi e vestiti.
La telepresenza è ciò che di più vicino c’è all’avatar del film omonimo diretto da James Cameron: per ora si mette in pratica con robot che vengono controllati da remoto facendo le veci di un utente. Possono muoversi e comunicare grazie a propulsori, sensori, altoparlanti e microfoni. Tra le applicazioni recentemente viste c’è quella (già in pratica) dedicata agli studenti costretti a non uscire di casa a causa di malattie rare: i robot-avatar vanno a scuola e interagiscono con la classe al posto del paziente sfortunato. Ma in Giappone vogliono salire a un livello successivo, con una sorta di super-telefonino.
E’ proprio questo il senso del progetto MH-2 telepresence robot sviluppato dai ricercatori della Yamagata University e più precisamente del Telerobotics Lab. Se il telefono riproduce la voce dell’interlocutore a distanza, il robot MH-2 ne amplifica la percezione con una gestualità che viene riprodotta con semplice precisione. Ad esempio può salutare facendo ciao con la mano, può annuire, può indicare e così via. MH è infatti l’acronimo di miniature humanoid (prima era conosciuto come Telecommunicator), un bambolotto fatto di metallo e plastica e piccoli motori che muovono arti e testa.
Il robot umanoide MH-2 si applica alla spalla come se l’amico o il parente diventassero improvvisamente nani da portarsi dietro e con i quali comunicare a 360 gradi. La prossima generazione sarà ancora più realistica con pelle, capelli e vestiti, da brividi. I ricercatori ci hanno mostrato anche altre chicche notevoli negli scorsi mesi come il sistema Kissenger per baciarsi a distanza e come dimenticare il robot parrucchiere? Ben più evoluti e meno inquietanti i robot umanoidi di ultima generazione come la nuova versione di Honda Asimo in grado addirittura di correre e di giocare a calcio oltre che Robonaut 2 che è già impiegato a bordo della Stazione Spaziale Internazionale come compagno di lavoro degli astronauti in carne e ossa.
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