Il software che sa quando stai usando il cellulare in auto

Scopriamo un nuovo sistema tecnologico che previene gli incidenti causati dall'uso dello smartphone mentre si guida

Pubblicato da Diego Barbera Lunedì 11 settembre 2017

Il software che sa quando stai usando il cellulare in auto

Un nuovo software messo a punto dall’Università di Waterloo in Canada è in grado di comprendere in modo più preciso se il guidatore sta utilizzando il cellulare ad esempio per messaggiare durante la guida, mettendo a repentaglio non soltanto la sua vita, ma anche quella di eventuali passeggeri così come delle altre persone in strada.

Come funziona? Grazie a un mix di sensori interni come fotocamere che riprendono l’abitacolo in combinazione con algoritmi che vanno a elaborare tutti i dati per poter comprendere con precisione l’eventualità o meno di un’azione pericolosa.

Perché di gran pericolo si tratta: studi e esperimenti hanno ormai dimostrato che scrivere messaggi ad esempio su WhatsApp o su Messenger di Facebook mentre si sta guidando supera in pericolosità addirittura la guida sotto l’effetto di alcool, perché i tempi di frenata sono molto più dilatati e, di conseguenza, queste tardive reazioni possono davvero creare disastri.

Il sistema dell’Università di Waterloo

L’ultimo espediente per cercare di dissuadere i guidatori dall’utilizzare lo smartphone alla guida arriva dal Canada e va a utilizzare l’ormai ampia dotazione tecnologica della quale le auto moderne sono dotate. Non solo esternamente, ma anche internamente.

La filosofia è la stessa che sta dietro alle tecnologie per comprendere se il pilota è assonnato oppure non è molto lucido e, ad esempio, non mantiene gli occhi sulla strada. Allo stesso modo, qui si cerca di comprendere se un pericolo è in “gestazione”.

Come funziona il sistema

Sviluppato dal team a capo del professor Fakhri Karray del Centre for Pattern Analysis and Machine Intelligence (CPAMI) dell’Università di Waterloo, le videocamere e gli algoritmi che analizzano I dati vanno a concentrarsi sui movimenti delle mani per capire se sono compatibili con quelli della guida oppure di altre attività.

Allo stesso modo, possono anche comprendere se il guidatore si è voltato verso il sedile posteriore. Una volta individuato il problema, possono agire in due modi: avvertendo del possibile pericolo così come, nei casi più gravi, fermandolo. Lo studio è stato presentato recentemente presso la 14esima International Conference on Image Analysis and Recognition a Montreal.