Natale 2016

Cellulare in acqua: come tentare di salvare il telefono

Cellulare in acqua: come tentare di salvare il telefono
da in Guide HiTech, Mobile, waterproof
Ultimo aggiornamento: Martedì 31/05/2016 10:25

    cellulare caduto in acqua come fare

    Il cellulare non ama l’acqua, anzi la si può definire senza ombra di dubbio la criptonite dei nostri telefonini e smartphone. Tuttavia in estate si frequentano luoghi dove il liquido vitale abbonda come il mare, piscine, laghi o fiumi e dunque è più semplice, purtroppo, che si possa incorrere in spiacevoli inconvenienti. Ci sono cellulari più sensibili al contatto con l’umidità più o meno importante (dunque da una semplice atmosfera vaporosa fino a un vero e proprio tuffo) e altri che possono sopravvivere in modo sorprendente nonostante orribili immersioni involontarie. Come ci si deve comportare nel caso in cui il proprio telefono abbia la sfortuna di cadere in acqua. Ovviamente questa mini guida non è da prendere in considerazione nel caso in cui si abbia tra le mani un cellulare waterproof o dotato di custodia impermeabile.

    Tuttavia sono pochi i modelli di cellulare con scocca resistente non solo agli spruzzi di acqua, ma anche a eventuali immersioni. Parliamo ad esempio dei Sony della gamma Xperia o del Samsung Galaxy S5, giusto per fare due esempi noti. Ma se si ha un qualsiasi altro telefono sono dolori. Ci sono un paio di indicazioni che sono semplici e sembrano scontati e banali, ma è il caso di specificare: il cellulare ha più chance di sopravvivenza se recuperato nel minor tempo possibile in acqua, dato che le possibilità di ripristinare il corretto funzionamento è inversamente proporzionale ai secondi/minuti passati nel liquido. Secondo: se è spento conviene tenerlo spento, se è acceso si deve spegnere.

    Non si deve pensare che un tuffo in acqua comporti l’esplosione del telefono oppure un effetto “frittura” come nei film di fantascienza nelle scene in cui si getta dell’acqua su robot o comunque quando si bagnano circuiti elettronici. Una volta avvenuto il contatto con l’acqua, è necessario aprire il vano batteria e estrarre batteria, sim card, microSD e qualsiasi altro sportellino si possa estrarre senza rompere ovviamente la struttura. Dopodiché si deve fare il punto della situazione: è caduto in acqua di mare dunque salata? Si consideri la possibilità di effettuare – paradossalmente, ma solo all’apparenza – un secondo bagno con acqua distillata o comunque dolce per togliere il sale. Dopo, si può continuare la procedura come in seguito a contatto con acqua non salata: l’asciugatura.

    Si devono evitare metodi imbarazzanti come quello che ha portato alla distruzione di un Samsung Galaxy S3 ossia riscaldando il telefono in un microonde. E si eviti anche l’asciugacapelli (o si usi, ma senza riscaldare l’aria) ma si scrolli il telefono più volte per far scendere ogni possibile goccia. Per asciugare è meglio utilizzare panni assorbenti e/o, se si vuole essere proprio sicuri di fare un bel lavoro, lasciare il cellulare per due o tre giorni in un sacchetto oppure in una ciotola immergendolo in riso o gel di silice, due sostanze con alte proprietà assorbenti. Ogni tot è consigliabile scuotere il cellulare per far uscire ulteriori gocce e poi riporlo nuovamente nella ciotola o nel sacchetto.

    Infine, si può provare ad accendere dopo averlo assemblato per vedere come si comporta. Ovviamente la procedura sopra descritta non va bene per telefoni con scocca unibody e dunque con batteria non estraibile dall’utente, come iPhone o il nuovo Samsung Galaxy S6. In questi casi è consigliabile utilizzare un asciugacapelli e soffiare aria (fredda) nei fori del telefono, ma la resa finale sarà inevitabilmente meno vincente come percentuali di successo. iPhone, inoltre, si avvale di un sensore di umidità che segnala il danno accidentale facendo decadere la garanzia.

    730

    Natale 2016

    ARTICOLI CORRELATI