Unravel: recensione del gioco indie che saprà commuovervi

Unravel: recensione del gioco indie che saprà commuovervi
da in Recensioni, Videogiochi

    unravel

    Negli anni abbiamo assistito alle release di tantissimi videogiochi che, pur essendo stati creati da sviluppatori indipendenti, sono riusciti a stimolarci riflessioni e, in alcuni casi, ad emozionarci fino alle lacrime. Il famosissimo To the Moon, avendo alle spalle un budget decisamente ristretto, è il primo della lista, seguito dal poetico Journey ed oggi vogliamo condividere con voi la nostra esperienza passata con Unravel, gioco indie che vuole puntare in alto e che riesce a far emozionare lo spettatore con la sola vista delle ambientazioni ed i soli effetti sonori.

    Unravel (1)

    Ricordare tutti gli eventi della nostra vita può essere alquanto confusionario, per cui teniamo impressi nella nostra mente e nel nostro cuore alcuni punti nevralgici più importanti e li leghiamo con un filo conduttore così da non dimenticarci mai di loro. Unravel ( sbrogliare ) cerca di trasporre questo concetto nel medium videoludico e vede Yarny, piccolo omino composto di un filo rosso, fare un viaggio a ritroso nel tempo ripercorrendo i momenti della vita di un’anziana signora svedese, alcuni piacevoli ed altri meno divertenti. Lo scopo del gioco sarà quello di collezionare alcune spille cucite all’uncinetto senza mai spezzare il filo rosso che lo seguirà in ogni momento. Il gioco dura circa 5 ore e, senza fare alcuno spoiler, consigliamo di giocarlo per avere una propria idea sulle sensazioni che scaturiranno dalla vostra esperienza di gameplay.

    unravel gameplay

    Unravel è, di base, un platformer e le meccaniche di gioco, per quanto siano semplici e basilari, funzionano alla grande. Utilizzando il filo rosso che si srotolerà dal nostro corpo, potremo appenderci a dei chiodi, creare dei ponti, volteggiare per poi saltare ed aggrapparci ad un altro chiodo oppure creare dei trampolini elastici per superare determinati ostacoli, senza mai dimenticare che il filamento a nostra disposizione non sia infinito e se saremo poco parsimoniosi nell’utilizzarlo, Yarny scomparirà piano piano sotto i nostri occhi. L’interazione col mondo di gioco è molto buona ed i vari puzzle che ci si presenteranno dinanzi hanno molto a che fare con la fisica dell’ambiente: potremo trainare oggetti, tirare leve, aprire passaggi e, in poche occasioni, utilizzare il nostro filo per ostacolare i nemici. La difficoltà del titolo è molto bassa e solo in sporadiche occasioni ci sarà effettivamente richiesto di fare dei ragionamenti complessi. Una critica che ci sentiamo di muovere ad Unravel sta nel fatto che ogni meccanica possibile viene scoperta troppo presto nel gioco e nelle ultime battute di gameplay vi ritroverete a fare un “Copia ed Incolla” di ciò che avete appreso prima, ma, tutto sommato, l’esperienza di gioco non viene minata in maniera pesante da questo fattore.

    unravel location

    Unravel è un gioco a dir poco meraviglioso: i giochi di luce, le musiche e le ambientazioni riescono a dare sensazioni uniche. Ottima la fisica degli oggetti presenti sullo schermo ed abbiamo trovato particolarmente simpatico il modo in cui Yarny cade in acqua, insieme a tutti gli altri movimenti che riesce a compiere. La visuale quasi “onirica” che ogni livello ci regala ci è piaciuta molto e siamo rimasti a dir poco affascinati di come i colori delle ambientazioni sembrino entrarci nello spirito. La maniera in cui ogni livello è riprodotto è una trasposizione digitale di ambientazioni davvero esistenti in Svezia, cosa che darà al gioco molto realismo e, al contempo, un senso di rilassatezza e stupore.

    VOTO: 8 PRO: Ispirato – Nostalgico – Immersivo come pochi – Grande fattura tecnica – Musiche stupende – Tema principale molto toccante – Gameplay divertente, con molti segreti da scoprire. CONTRO: Troppo ripetitivo nella seconda metà di gioco – Ci sarebbe piaciuto vedere qualche meccanica in più.

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